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28/01/2004
ANTICO METODO PER FARE L' ANTICA LISCIVA
LA LISCIVIA E IL SAPONE

LA SAPONARIA ROSSA

 La saponaria rossa e una pianta che cresce spontanea lungo i torrennti.

Se si bollivano le sue foglie, se ne otteneva un liquido schiumoso, usato per lavare i panni ai lana.

IL COLATOIO PER LA LISCIVIA

Il colatoio per la luciva consiteva in una cassetta o mastello di legno, con una serie di fiori alla base, su cui fondo veniva posto, per il drenaggio, uno strato di ramoscelli o ghiaia. Questo strato veniva coperto con un panno, su quale si metteva della cenere di legno. Poi si vesava lentamente sulla cenere dell'aqoua, che filtravaa in una tinozza sottostante, la quale tratteneva i sali alcalini della cenere, il liquido che ne rusultava era la lucivia usata per lavare i panni.

Mia madre, cresciuta nel Maryland, si lamentava sempre che i suoi domestici inglesi bevessero il tè "forte come la liscivia". Quando le chiesi cos'era la liscivia, mi spiegò che si trattava di un liquido alcalino fabbricato nella sua infanzia e usato per lavare i panni prima che si diffondesse la soda caustica. Il grasso e lo sporco sui panni venivano ammorbiditi dalla soluzione alcalina ed erano pertanto più facili da rimuovere. La liscivia si otteneva versando acqua sopra della cenere di legno sistemata su di un telo l'acqua filtrava attraverso un colatoio, in modo da cadere in un mastello. La liscivia poteva essere usata anche da sola per lavare i panni nel mastello, o aggiunta a grasso per fare il sapone.

Anni dopo, in parte per esperimento, ho fatto la liscivia. Per cominciare, aprii dei fori sul fondo di un barile, poi vi deposi uno strato di ghiaia per facilitare lo scarico, infine riempii il resto del barile con cenere di legno: la migliore si dimostrò la cenere di legno duro. Poi, molto lentamente, versai acqua piovana sulla cenere. Dopo un tempo relativamente lungo, l'acqua filtrata, o liscivia, cominciò a sgocciolare fuori dai fori del fondo del barile, per cadere nel sottostante mastello. Ultima operazione feci bollire il liquido finché divenne cosi concentrato da sostenere un uovo.

La liscivia si può fare anche con le felci. Queste piante venivano raccolte (gratis) nei campi, parzialmente essiccate al sole e bruciate per ottenere potassa. A volte alle felci si mescolavano delle erbacce, si bruciavano assieme e se ne facevano dei pani che, se erano completamente asciutti, si mantenevano anche per vent'anni. Questo era un uso comune in Irlanda.

Per fare il sapone con la liscivia, la massaia doveva prima accertarsi che quest'ultima avesse forza sufficiente. Per saperlo, preparava una soluzione satura di sale. Poi prendeva un bastone, lo appesantiva a una estremità e lo posava sulla soluzione. A causa del peso, il bastone si metteva diritto e la massaia faceva un segno nel punto in cui emergeva dal liquido

aveva così il suo "lisciviometro".

Lo faceva quindi cadere nella liscivia: se' il bastone galleggiava in modo che il segno fatto in precedenza si allineasse con la superfìcie della liscivia, questa aveva forza sufncienie per fare il sapone. Se il segno era invece visibile al di sopra del liquido, la massaia aggiungeva acqua piovana finché il segno si allineava. La soluzione non era mai troppo leggera. A questo punto la liscivia poteva essere usata per fare il sapone.

Per fare il sapone con la liscivia la casalinga ne mescolava una pinta con due libbre di grasso fuso e pulito o di olio e faceva sobbollire il tutto per tre ore, mescolandolo spesso. Ottimo sapone si otteneva con il grasso di mucca, di maiale o di pecora; si potevano usare anche oli vegetali. Mentre la mistura si raffreddava, vi si aggiungeva, sempre mescolando, una libbra di sale, che cadeva sul fondo ma serviva comunque a far addensare il sapone. Quando il sale si era depositato, si versava il sapone in stampi di legno coperti di teli umidi, liberandolo dal sale. Per finire, si aggiungevano al sapone ingredienti coloranti e profumi (tradizionalmente una mistura di erbe). Poi si lasciava solidificare. Il sapone fatto con la liscivia migliorava col tempo, ma solo se tenuto in un luogo ben aerato, fresco ma non freddo.

La prima volta che ho visto fare il sapone e stato in Africa sud-occidencale dove, se il sapone non si faceva, era impossibile averlo.

Prima Parte

Associazione Uomini Casalinghi
55045, Pietrasanta - Lucca
Cell. +39 333 9034252
 
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