Diventare magistrato in Italia richiede un percorso accademico e professionale altamente strutturato. Si tratta di una delle carriere giuridiche più impegnative, caratterizzata da una forte selezione e da un’elevata competenza tecnico-giuridica. I magistrati, siano essi giudici o pubblici ministeri, ricoprono un ruolo fondamentale all’interno dell’ordinamento giudiziario, garantendo l'applicazione della legge, la tutela dei diritti e il corretto funzionamento della giustizia.
Laurea magistrale in giurisprudenza
Il primo passo per intraprendere questa carriera è il conseguimento della laurea magistrale in giurisprudenza, un requisito obbligatorio previsto per l’accesso a qualsiasi concorso pubblico nel settore giudiziario. La laurea in giurisprudenza fornisce le basi teoriche e pratiche necessarie per affrontare in modo consapevole e competente il successivo percorso formativo e concorsuale. Il percorso universitario in giurisprudenza dura cinque anni e si articola in corsi fondamentali che coprono l’intero spettro delle discipline giuridiche: diritto privato, diritto pubblico, diritto penale, diritto processuale civile e penale, diritto amministrativo, diritto commerciale, diritto costituzionale e diritto internazionale, tra gli altri.
Accanto a questi insegnamenti teorici, sono previsti laboratori, esercitazioni e tirocini formativi presso enti pubblici o studi legali, che consentono di applicare le nozioni apprese in contesti concreti. L’obiettivo è formare una figura professionale capace di interpretare e applicare la legge, con una solida conoscenza del sistema normativo italiano ed europeo. È possibile conseguire la laurea anche in modalità telematica come con Unicusano. Naturalmente anche per diventare magistrato con una laurea in giurisprudenza online è importante seguire una formazione accademica rigorosa che consenta di acquisire competenze solide nel diritto e nelle discipline giuridiche Le università telematiche (che siano totalmente digitali o ibride) sono riconosciute dal MIUR e offrono programmi equivalenti a quelli tradizionali, con contenuti aggiornati e modalità didattiche che consentono di conciliare lo studio con altri impegni, pur mantenendo elevati standard di qualità.
Il tirocinio formativo e le alternative post-laurea
Una volta conseguita la laurea, per accedere al concorso in magistratura è necessario soddisfare uno dei seguenti requisiti abilitanti:
completamento di un tirocinio formativo presso gli uffici giudiziari, della durata di 18 mesi, riservato a laureati in giurisprudenza con una media alta o un voto di laurea elevato;
conseguimento del diploma presso una Scuola di specializzazione per le professioni legali (SSPL), con durata biennale (queste scuole, istituite presso diverse università italiane, forniscono una preparazione mirata agli sbocchi professionali di magistrato, avvocato e notaio);
abilitazione all’esercizio della professione forense, ottenibile dopo un periodo di pratica e il superamento dell’Esame di Stato per avvocato;
conseguimento di un dottorato di ricerca in discipline giuridiche, della durata triennale, che rappresenta un’opzione per chi desidera approfondire lo studio accademico del diritto.
Ognuna di queste strade consente di accedere al concorso per magistrato ordinario, bandito periodicamente dal Ministero della Giustizia: rappresentano però l’unica alternativa percorribile, non esistono altre strade.
Il concorso per magistrato ordinario
Il concorso è pubblico e molto selettivo: solo il 5% circa riesce a superarlo con successo. Prevede tre prove scritte e una prova orale. Le prove scritte consistono nella redazione di tre elaborati teorico-pratici su temi di diritto civile, penale e amministrativo. La valutazione di questi elaborati è particolarmente rigorosa e rappresenta la principale fase di selezione. La prova orale riguarda un ampio ventaglio di materie, tra cui diritto costituzionale, diritto comunitario, diritto tributario, diritto commerciale, diritto del lavoro, diritto ecclesiastico, oltre a elementi di diritto romano e di informatica giuridica. È inoltre prevista la conoscenza di almeno una lingua straniera. Il numero di posti disponibili varia di anno in anno, ma il tasso di successo resta basso, rendendo necessaria una preparazione intensa, spesso supportata da scuole private specializzate.
Formazione continua e carriera in magistratura
Una volta superato il concorso, il candidato inizia la carriera come uditore giudiziario, partecipando a un tirocinio formativo della durata di 18 mesi presso vari uffici giudiziari. Al termine di questo periodo, viene assegnato alla prima sede e incarico. Il magistrato può proseguire la propria carriera in diverse direzioni: giudice civile, giudice penale, giudice minorile, giudice del lavoro, pubblico ministero. L’avanzamento avviene per merito e anzianità, con valutazioni periodiche sull’attività svolta. È, infine, prevista una formazione continua obbligatoria, gestita dalla Scuola Superiore della Magistratura, per garantire l’aggiornamento sulle riforme normative, l’evoluzione giurisprudenziale e le nuove esigenze sociali e giuridiche.