Essiccatoi: non sono tutti uguali

Quegli strumenti essenziali per la lavorazione del legno che sono gli essiccatoi non sono rimasti immuni, per fortuna verrebbe da dire, alla generale e rapidissima evoluzione tecnologica che ha caratterizzato gli ultimi decenni: al contrario, ne hanno approfittato appieno, appropriandosi di metodologie nuove e di efficienza drasticamente superiore rispetto a quelle utilizzate tradizionalmente per portare il legname al giusto grado di umidità per la lavorazione. In questo momento sono cinque le categorie di essiccatoi da legname più largamente diffuse:

1. I tradizionali forni per essiccazione del legname: questi strumenti, i più convenzionali, si dividono a loro volta in due categorie diverse. Da un lato abbiamo i tipi a pacchetto, che vengono normalmente caricati da un lato, con luso di un muletto, con pacchi di legname duro; dallaltro vi sono invece i modelli a binario, tipici della lavorazione delle essenze più morbide, dove il legname viene fatto transitare lungo lessiccatoio. Entrambi vengono riscaldati da scambiatori di calore, e fanno uso di ventilazione forzata.

2. I forni solari: qui sono le radiazioni del sole a generare il calore necessario al procedimento di essiccazione. Si tratta di attrezzature ancora embrionali, che non trovano un reale utilizzo industriale e hanno maggior diffusione nel campo artigianale.

3. I forni a vuoto: di recente emergono con sempre maggior forza, specie in Europa, tecnologie di essiccazione del legno che fanno uso della regolazione della pressione atmosferica, oltre che del calore. Il modello più comune è costruito di lastre di alluminio, fra le quali viene fatta passare acqua calda per generare il calore necessario, mentre viene applicata la pressione necessaria per velocizzare il procedimento.

4. Essiccatoi a deumidificazione: molto simili a quelli convenzionali sia per aspetto che per costruzione, hanno la particolarità di introdurre il calore in una specifica sezione di deumidificazione, così da rimuovere contemporaneamente lumidità.

5. Essiccatoi a radiofrequenza: in questi modelli, il calore viene generato dalle microonde, come nei forni da cucina omonimi. I risultati sono eccellenti, ma purtroppo i costi – dato che il dispositivo è alimentato non a combustibili fossili ma a elettricità – sono anche i più alti del settore.